"Disapprovo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo"

Dissero

domenica 30 settembre 2012

FUGA DALLA PRIGIONE-CINA


Pubblicato sul I° "Passione e Riflessioni" il 03/10/2011

La Cina di oggi, la Cina che si è aperta al capitalismo conserva tuttora i caratteri della Cina di Mao. La Cina è, e sembra che continuerà ad essere, una prigione per intellettuali, artisti, studiosi o anche più semplicemente uomini e donne amanti del libero pensiero. Fortunatamente la prigione-Cina inizia a scricchiolare e dai buchi che si aprono sulle insormontabili pareti, alcuni iniziano a fuggire per raggiungere l’occidente e,il poeta fuggito in questo caso, la libertà.
In particolare la provincia dello Yunan sembra essere una porta d’accesso per la libertà. Da qui in molti sono riusciti a fuggire attraversando il fiume Mekong, tra di essi il poeta Liao Yiwu. Il poeta che nel 1989 dopo la strage di piazza Tienammen scrisse la poesia di denuncia “Massacro”. Per aver scritto questa poesia Liao Yiwu finì in carcere per quattro anni e dal suo rilascio visse sotto strettissima sorveglianza e sotto la pesante mannaia della censura. La decisione di fuggire fu presa dopo le retate della polizia a seguito delle manifestazioni a favore dei popoli della primavera araba, tali retate hanno visto sparire nel nulla per qualche mese l’artista e amico del poeta Ai Weiwei. Il poeta tentò di lasciare la Cina regolarmente per partecipare ad una rassegna letteraria negli Stati Uniti, ma visto che la censura impedisce agli scrittori cinesi di pubblicare all’estero il permesso di uscire dal paese gli è stato negato.
Sentendo prossimo il momento dell’arresto e non volendo pagare a caro prezzo la sua “ostinazione” nel voler scrivere, ostinazione che è costata cara al premio nobel Liu Xiaobo, il poeta decise di fuggire all’estero e con non poche peripezie raggiunse la Germania, dove ad accoglierlo trovò il suo editore.
Per la felicità della sua famiglia il poeta ora è libero e sta facendo conoscere al mondo la prigione-Cina. L’artista Ai Weiwei alla notizia della fuga dell’amico ha semplicemente commentato “Davvero? Davvero? Davvero?”   

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