"Disapprovo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo"

Dissero

giovedì 11 ottobre 2012

"ATTACCATI ALLE POLTRONE" - Lombardia tra scandali, caduta e minacce


Se una persona si definisce onesta non dovrebbe intrattenere rapporti poco chiari con persone condannate dalla magistratura. Se questa persona è poi ai vertici di una qualche organizzazione da innumerevoli anni (17 per l’esattezza) non dovrebbe essere troppo attaccato alla propria posizione. Se poi questa persona si è circondata di collaboratori poco onesti (inquisiti, arrestati e condannati) forse è meglio che questa persona lasci il proprio posto.
Questa situazione sembrerebbe tratta da una fantasmagorica storia di fantasia. Eppure in Italia sta accadendo, precisamente nella regione Lombardia.
Il presidente della regione Lombardia travolto dagli ultimi scandali sulla presenza di assessori legati alla ‘ndrangheta nella sua giunta dovrebbe dimettersi, ma non lo fa. Anzi minaccia gli esponenti della Lega Nord, partito che lo sostiene, di far cadere le giunte che guidano in Piemonte e Veneto se il loro sostegno dovesse venire meno in Lombardia.
Ormai viviamo un momento di delirio totale!
Sono deliranti le dichiarazioni del presidente Formigoni e dei vertici del Pdl che sostengono le sue scelte. Formigoni è arrivato al punto di non poter più vivere senza la sua poltrona e non si rende conto del totale fallimento di questa sua giunta, di questa giunta che già dall’inizio ha suscitato polemiche.
Ricordiamo che nelle elezioni regionali si può ricoprire la carica di Presidente solo per tre mandati consecutivi (legge 165/2004, art. 2), ma questo è il quarto mandato di Formigoni.
Cosa sta succedendo in Italia, perché un presidente non salva la sua reputazione dimettendosi e quindi dimostrandosi concretamente estraneo a tutto questo?
Ma in Italia va di moda resistere, resistere e resistere come fece Hitler con i russi alle porte del suo bunker. 

Nessun commento:

Posta un commento